giovedì 11 aprile 2013
UROSS @ Shake - Grandi Palle di Fuoco
Tante chitarre, tanta America e un mood retrò, che avvolge queste ballad e contraddistingue insieme all'anima blues del nostro, questo "L'amore è un precario", ma sono tanti i rimandi e la varietà di registri, per un disco piacevole e godibile che non concede appgili commerciali... e che a ben guardare di discorsi amorosi ha ben poco, ma di amore tanto, per uno sguardo sul mondo, crudo e sincero... onesto e genuino... sono queste le parole che balzano in mente dopo l'ascolto di questi undici brani.[...] continua a leggere la recensione su Grandi PalleDiFuoco
mercoledì 10 aprile 2013
ORDEM @ Clap Bands Magazine

The Quiet Riot è l'esordio discografico per i piemontesi Ordem. In attività dal lontano 1998, un'eternità per una band, in Italia poi non ne parliamo! Rimanere insieme, con magari le magre prospettive di un Paese che artisticamente (e purtroppo non solo) è chiusissimo, è quasi da sogno, certamente sorprendente e ammirevole. Tanta gavetta per loro, tanti palchi calcati (con nomi grossi della musica italiana) e tanta musica composta.[...] continua a leggere la recensione su Clap Bands
ORDEM @ Music Map
"Ordem e progresso" (Ordine e progresso) è l'espressione che compare scritta sulla bandiera brasiliana: viene da una celebre frase di Auguste Comte, padre del positivismo, che diceva più o meno "L'amore come principio, l'ordine come base, il progresso come scopo". Difficile da immaginare cosa c'azzecchino i piemontesi Ordem con la saudade brasileira e con i suoi motti ottocenteschi: di certo niente, assolutamente niente per quanto riguarda il mood musicale, decisamente più improntato al rock anni '70-80 di Bowie, Pearl Jam e Led Zeppelin piuttosto che a Caetano Veloso o Chico Buarque de Hollanda. Magari, questo sì, con il Brasile i ragazzi c'entrano per altre passioni, tipo i fondoschiena delle pulzelle notate su spiaggie tipo Morro de Sao Paulo o Praia do Rosa. Se il collegamento è questo, giù il cappello, sono maschietto anch'io, altrimenti attendo news in merito. [...] continua a leggere la recensione su MusicMaplunedì 8 aprile 2013
BAD BLACK SHEEP @ Andergraund
Disco d'esordio per i Bad Black Sheep, rock band vicentina nata all’inizio del 2006. "1991", oltre ad esssere il titolo dell'album e del pezzo che gli dà il nome (presente in due versioni, standard e ghost track acustica), sembra quasi una dichiarazione di intenti musicale rivolta a tutti quelli che si accingono ad ascoltare il cd. L'universo sonoro contenuto in esso infatti sembra un grande omaggio a quel movimento rock che proprio nella prima metà degli anni '90 ha visto il suo momento di maggior esplosione. Una sorta di condensato di tutto quello che in quel lustro arrivava d'oltreocano: parliamo di grunge, che proprio in quel periodo raggiungeva il suo apice qualitativo e di popolarità, di college rock, potente ma dalle accattivanti aperture melodiche, di classic rock alla Bon Jovi, di metal e di punk rock, che in California stava per rifiorire e riesplodere con tutta la sua carica e la sua energia. Prendete tutto, frullatelo insieme e otterrete il sound dei Bad Black Sheep; un bel sound, ricco, piacevole, energico, solare. Una musica che pur combinando insieme echi e richiami provienti dalla fine del secolo scorso ha il pregio di risultare comunque estremamente attuale e contemporanea. [...] continua a leggere la recensione su AndergraundGEDDO @ Andergraund
"Non Sono Mai Stato Qui" è l'ultima fatica di Geddo, poliedrico e raffinato cantautore ligure arrivato alla fatidica prova del secondo album. Una sfida impegnativa e insidiosa per chiunque, che si fa ancora più difficile se ci si trova a dover bissare un successo travolgente di pubblico e di critica come quello del suo precedente "Fuori dal Comune". In ogni caso mi sento di poter tranquillizare immediatamente tutti: a mio modesto parere Geddo non solo ne è uscito in piedi, ma ha ottenuto veramente uno splendido risultato, bissando, se non addirittura superando, gli standard qualitativi fissati dal suo primo lavoro. [...] continua a leggere la recensione su AndergraundBAD BLACK SHEEP @ The Webzine
1991 è l’anno di Nevermind e, non serve dirlo, lo si ricorda soprattutto per quello che fu, più per gli effetti del suo successo che per i contenuti (più innovativi, forse, quelli del precedente Bleach), il requiem finale alla musica tastierosa e spensierata degli anni ottanta. Tagliare i ponti col passato non sembra una cosa che interessa ai vicentini Bad Black Sheep che scelgono, seppur con molta cura e un buon grado di originalità, di rifarsi a linguaggi piuttosto frequentemente battuti negli ultimi anni anche in terra veneta (i già citati Nirvana, ma anche i Germs, i Foo Fighters, il punk dei NOFX, forse qualcosa di più californiano e mainstream). [...] continua a leggere la recensione su TheWebzineBAD BLACK SHEEP @ Music Map
Rock, con la "R" maiuscola. Questa è la prima definizione che viene in mente approcciandosi all'album d'esordio dei vicentini Bad Black Sheep. Oddio, "d'esordio" fino a un certo punto: il combo di Filippo Altafini può in effetti vantare 7 anni di vita, esibizioni live in tripla cifra (già sdoganati i primi 100 concerti della loro carriera) e pure due e.p. (il primo, “Mille Miglia Sotto la Norma”, del 2007, quando i ragazzi avevano solo 16 anni!). Ma, se diamo per buono l'assunto della prova d'esordio del giovanissimo trio, va subito detto come il risultato sia straordinariamente positivo. Un muro sonoro di assoluto spessore, ruvido, registrato con un suono quasi live, distorto ma preciso, e allo stesso tempo sufficientemente melodico, che fa da contraltare a testi per nulla banali. Anzi, quando alla fine del cd, o della cartella mp3, spingerete di nuovo il tasto "play" (e lo farete, ve lo assicuro), i successivi ascolti vi regaleranno proprio un'idea testuale di ottima fattura proveniente da questi 12 brani. Ma andiamo con ordine. "1991", innanzitutto: semplicemente l'anno di nascita dei tre ragazzi, ma non solo. [...] continua a leggere la recensione su MusicMap
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