martedì 16 aprile 2013

UROSS @ KDCobain

Nuovo album per Uross, cantautore pugliese, nativo di Monopoli. “L'Amore E' Un Precario” segue di due anni il precedente lavoro “Lo Squilibrista”. Uross autodefinisce la sua musica, fatta di una miscela di pop, folk, blues, come “bastardmusic”. 
C'è tanta America fra le pieghe di queste undici canzoni: c'è il richiamo al John Fante di “Chiedi Alla Polvere”, ballad dall'andamento lento, ci sono le atmosfere country western di “Ego”, o ancora il cerimoniale noir-blues alla Nick Cave di “Business”, uno dei brani più interessanti dell'album. Non manca un omaggio al grande Rino Gaetano: il cantautore calabrese viene celebrato con una rilettura di “Ma Il Cielo E' Sempre Più Blu” scarna, minimale, con un ukulele che fa capolino. [...] continua a leggere la recensione su Kdcobain

UROSS @ Extra! Music Magazine

Chi e che cosa non è precario, di questi tempi? Il lavoro è precario, lo sono i soldi, la felicità, le relazioni, i valori. L’amore lo è per definizione, è l’emozione più sconvolgente ma può essere anche la più volatile ed effimera. 
Uross, cantautore pugliese già conosciuto con “Lo Squilibrista”, ha composto 9 brani (più una cover), in cui il grande assente è proprio lui, l’Amore, o meglio c’è, ma la sua è una presenza olografica, intellettualizzata, suggerita e descritta più che reale.
Un’assenza intenzionale? Uross è veramente riuscito a cogliere l’esasperante presenza-assenza del Sentimento per antonomasia? O le sue canzoni sono interrogativi in sospeso, in attesa di trovare la risposta? [...] continua a leggere la recensione su Extra! MusicaMagazine



LEON @ Music Map

Sorprendente. E' questo il primo aggettivo che salta alla mente durante l'ascolto di "Come se fossi Dio", l'album d'esordio di Leon, cantautore valdostano che, più che una promessa per la musica tricolore, rischia seriamente di esserne già una certezza. Sorprende la facilità di scrittura di questo ragazzo, di un livello che solitamente si raggiunge dopo un'intera carriera. Sorprende la raffinatezza e la precisione degli arrangiamenti, propria di un'opera matura e non di un disco d'esordio (applausi alla produzione di Pietro Foresti). Sorprende, infine, il coraggio e la faccia tosta di un presentarsi totale, netto, quasi "a nudo", senza alcuna paura nè patema. "Ti donavi a me come se fossi Dio, ma io non sono Dio, so solo piangere come un bambino...": l'arroganza, la sfrontatezza, la blasfemia del titolo che si trasforma invece, magicamente, in ammissione di inadeguatezza, nella consapevolezza dei normali e consueti limiti umani. [...] continua a leggere la recensione su MusicMap


lunedì 15 aprile 2013

LEON @ Andergraund

"Come Se Fossi Dio" è l'opera prima di Leon, cantautore poliedrico e decisamente fuori dagli schemi, cresciuto nella (talvolta) fastidiosa tranquillità e nell'assordante silenzio delle montagne valdostane. Una solitudine che sicuramente è stata fondamentale nel suo processo di autoanalisi, di scoperta e di riscoperta dei risvolti più profondi e più nascosti del suo io; una ricerca lunga e sicuramente non semplice, il cui risultato finale è un disco in cui l'artista si mette completamente a nudo di fronte all'ascoltatore. Non è semplice, e sicuramente non è cosa da tutti, mostrarsi al mondo senza veli, senza filtri, rendersi completamente vulnerabili, riconoscendo e dichiarando le proprie fragilità, rivelando i propri pensieri più privati e i sentimenti più profondi, aprendo i cassetti che contengono i propri fantasmi e spalancando le ante degli armadi in cui sono nascosti i propri scheletri. Però Leon fa tutto questo con un coraggio e una spavalderia invidiabili. [...] continua a leggere la recensione su Andergraund

ORDEM @ Andergraund

Arrivano finalmente alla tanto attesa prova del primo album gli astigiani Ordem, che hanno da poco dato alle stampe il loro disco d'esordio "The Quiet Riot". Prima di addentrarci un po' di più nell'analisi dell'album è doveroso precisare un paio di cose. Innanzitutto è importante sottolineare che il progetto ha preso forma parecchio tempo fa, nell'ormai lontano 1998 (per questo ho usato l'avverbio 'finalmente' parlando del fatto che si tratta del loro primo album), e che quindi stiamo parlando di musicisti maturi, esperti, con un certo bagaglio culturale alle spalle, e con un numero di concerti e partecipazioni a festival e manifestazioni musicali decisamente importante, dove hanno avuto la possibilità di conoscere e dividere il palco con nomi anche molto importanti della scena musicale italiana e internazionale. In quest'ottica va ascoltato e interpretato "The Quiet Riot", un disco che, lo dico fin da subito, probabilmente non passerà alla storia per originalità, per aver innovato un genere o creato dei linguaggi nuovi (e probabilmente questo non era nemmeno lontanamente nei pensieri del gruppo quando si sono messi a lavorare all'album), ma che è sicuramente un lavoro onesto, molto ben suonato, qualitativamente molto interessante, frutto di anni di duro lavoro e sacrifici, che rappresenta allo stesso tempo un importante traguardo e un punto di partenza per il gruppo. [...] continua a leggere la recensione su Andergraund


venerdì 12 aprile 2013

GEDDO @ Music Like

Seconda prova discografica per il cantautore originario di Albenga Davide Geddo. Dopo l’avvitamento relazionale dell’esordio “Fuori dal comune” il seguito, dal titolo perentorio e quasi imperativo “Non sono mai stato qui”, amplia la coordinate espressive scavando con ironia tra le esperienze personali del menestrello ligure. [...] continua a leggere la recensione su MusicLike

Shake intervista Leon!

 Raccontaci un po' della tua storia, come nasce Leon e come sono nate ovviamente queste canzoni?


 Dopo quindici anni di gruppi e canzoni scritte, era arrivato il momento di giocare la carta solista. Avevo moltissimo materiale scritto negli anni, ripreso e riarrangiato  si è andato a sommare ai pezzi nuovi. Sul mio esordio ci sono canzoni che hanno oltre dieci anni (Giorni di pioggia), alcune che ne hanno la metà (Encore), alcune che hanno pochi mesi e sono nate “ad hoc” per il progetto (Nel gin).
Il trucco è stato portare tutto alla dimensione voce-chitarra, nuda e cruda e senza filtri; questo è l'unico modo per capire se il materiale sia valido o meno. Quello che ha passato la selezione è entrato in “Come se fossi dio”.[...] continua a leggere l'intervista su GrandiPalleDiFuoco